lunedì 2 settembre 2013

Uno, nessuno e centomila siti di handmade

Foto da kawaiigoodies

Oggi pensavo a questa cosa: quanti siti conoscete di vendita on line di oggetti fatti a mano e vintage italiani o tradotti in italiano? Fino a pochi anni fa si contavano sulle dita di una mano, adesso ammetto di aver perso il conto, tra siti stranieri tradotti e siti italiani c'è veramente l'imbarazzo della scelta..
Vi elenco quelli che conosco:

Etsy
Babirussa
Misshobby
Dawanda
Alittlemarket
Artesanum
Ulaola
Blomming
BuruBuru

...forse ne avrò saltati alcuni che non ho mai sentito nominare, e visto che non li conosco tutti personalmente non voglio fare paragoni o descriverne le caratteristiche, la domanda che mi faccio è solo questa:
secondo voi perchè in questi ultimi 2-3 anni si sono diffusi così tanto in Italia?

La prima risposta che mi dò è moda: l'handmade e il faidate ultimamente sono una vera e propria moda on-line, vuoi per la famosa e odiata crisi, vuoi per voglia di evadere da lavori in cui si usa molto la mente e poco le mani o solo per avere la soddisfazione di dire "questo l'ho fatto io", di sicuro non c'è rivista, canale TV o video tutorial che non parli di autoproduzione, creazioni artigianali, fatto a mano e faidate.

Un'altra risposta che mi dò è successo: ogni novità ha il suo tempo di incubazione, infatti dal 2005 quando viene aperto il portale Etsy di tempo ne è passato e adesso il sito è il principale portale di handmade, vintage e supplies mondiale, immagino che durante questi 8 anni ne siano nati di siti simili, magari alcuni avranno chiuso mentre altri avranno avuto più o meno successo, ma nel nostro paese come sempre le idee americane ci mettono un po' ad arrivare e quindi ecco che solo da pochi anni si può veramente parlare di handmade venduto on-line senza ricevere risposte come "eh? hand cosa? si mangia?"

Un ultima risposta nella mia riflessione personale unisce competizione e opportunità: prima i canali erano pochi e avevano (e forse hanno ancora) costi elevati per le inserzioni e per la vendita, con l'arrivo di diversi portali finalmente oltre a un po' di competizione che fa sempre bene si può finalmente scegliere il portale adatto alle proprie esigenze sia per quanto riguarda il servizio sia per quanto riguarda la spesa.
Inoltre alcuni erano solo in inglese (o poche altre lingue) mentre finalmente anche i siti stranieri si sono ricordati della lingua di Dante e dei tanti italiani che magari già scettici nell'acquistare on-line erano frenati dalla poca conoscenza della lingua inglese.

Oltre a queste risposte che iniziano e finiscono nella mia mente che non sta ferma un attimo sono però curiosa di sentire la vostra, se vi siete chiesti come mai ci sono tanti portali di vendita on-line di handmade e altro, se è un bene, un male, è indifferente..su su, ditemi la vostra, sono pronta ad leggere ogni commento!
ciao!!