mercoledì 16 novembre 2011

Ossidazione del rame

Questa settimana purtroppo per impegni ho saltato l’appuntamento con i lunedì di Babirussa, ma tornerà la prossima settimana, intanto voglio continuare a parlare dei materiale per la bigiotteria, nello specifico del rame.

Come descritto nell’ultimo post dedicato alla pulizia dei bijoux, per far risplendere un metallo come il rame si deve trattare con metodi specifici, ma per sapere come trattarlo si deve conoscere bene il suo comportamento a seconda della soluzione che usiamo.
Così come possiamo pulire il rame togliendo l’ossido che si forma in superficie, così possiamo forzare la sua ossidazione naturale dovuta a reazioni con sostanze presenti nell’aria (normalmente ossigeno ma negli ambienti marittimi anche cloro).

Esistono vari tipi di ossidi di rame, cercherò di descriverli brevemente e spiegarvi come si formano:
Ossido rameico e rameoso: questi due ossidi sono i responsabili della patina scura tipica del rame anticato, l’ossido rameico (CuO) è di colore nero mentre l’ossido rameoso (CuO2) è di colore rosso scuro. Si formano in modo rapido mettendo il rame su una fonte di calore in presenza di ossigeno. La formazione di questi ossidi è facilitata anche dal fegato di zolfo o liver of sulfur , nome comune per il solfato di potassio, nel blog di Alessia e di Val trovate video e esperienze fatte con questo prodotto commerciale.
Solfato di rame (CuSO4): questo composto è il cosiddetto verderame, usato come anticrittogamico. Nella forma cristallina idrata (cioè con molecole d’acqua nella struttura cristallina) è di colore blu acceso, mentre nella sua forma anidra (cioè senza molecole d’acqua) è di colore biancastro. Si possono trovare nei siti di bricolage americani soluzioni chimiche adatte per far reagire il rame per formare questo ossido.
Carbonato rameico (CuCO3): è uno dei due composti che creano la patina chiamata verdigris, cioè una patina color verde che si forma quando il rame arriva a uno stato avanzato di ossidazione oppure se viene posto sopra a vapori di aceto. Infatti l’acido acetico può reagire con il rame metallico formando questo composto verde insolubile.
Cloruro rameico (CuCl2): questo composto si può notare normalmente nelle zone marittime, dove il rame è sottoposto a un’aggressione chimica da parte dell’areosol marino. Il cloruro di sodio del mare infatti può reagire con il rame formando questo composto verde-azzurro nella forma diidrata. Anche questo composto è considerato come verdigris, potete trovare un’ottima spiegazione della tecnica di formazione di questa patina artificiale nel blog di Chezbobo bijoux.

Per chi conosce l’inglese e vuole maggiori informazioni su tecniche di formazione delle patine consiglio i link Patina formulas  e Natural Ways to Patina and Clean Metals che dà varie informazioni su come trattare metalli per creare patine (alcuni un po’ strani come mettere la lamina di rame nella lettiera del gatto..beh, di sicuro è un metodo ecologico!)

Nota importante di sicurezza: questi ossidi sono tutti indicati come tossici: ogni composto chimico è catalogato e descritto in schede di sicurezza che forniscono sia informazioni sulle loro caratteristiche sia sul livello di tossicità e pericolosità per l’uomo e l’ambiente, potete quindi cercare on-line informazioni su ogni composto e trovare nella scheda di sicurezza ogni informazione utile. Nelle concentrazioni che noi incontriamo in media ogni giorno questi ossidi e evitandone il contatto non creano problemi, ma di sicuro per chi è in contatto per molto tempo con oggetti in rame è consigliabile considerare questa possibile tossicità (es: chi maneggia spesso monete di rame magari lavorando alla cassa di un supermercato). Per qualunque sostanza invece usata per la formazione delle patine (es: ammoniaca o liver of sulphur) seguire sempre le indicazioni descritte sulla confezione o almeno seguire le regole di sicurezza base:
  • occhiali protettivi (es. occhiali che non usate più);
  • guanti;
  • vestiti vecchi o meglio camice per proteggere i vestiti mentre lavorate;
  • non inalare direttamente i vapori che certe sostanze liberano, se dovete lavorarci per molto tempo indossate anche una mascherina.
Queste sono le informazioni che ho raccolto e che vorrei condividere con voi per farvi conoscere ciò che succede quando lavoriamo il rame. Forse è un po’ deformazione personale ma i miei studi mi portano sempre a cercare di capire come funziona una certa reazione, anche quando non succede in laboratorio ma nel vostro piccolo laboratorio di casa mentre volete creare i vostri gioielli, quindi spero di avervi un po’ incuriosito e aiutato come io mi sono incuriosita e informata per darvi queste nozioni.
Se avete curiosità e dubbi sono qui pronta per rispondervi!
Alla prossima, ciao ciao!