mercoledì 27 marzo 2013
Once upon a time..
giovedì 21 marzo 2013
Frankfurt am Main
Vista del centro di Francoforte dalle rive del fiume Meno
Rieccomi qui!
In questo post però non voglio parlare di creazioni, ma mostrarvi alcune foto della mia visita a Francoforte. La scelta di questa città è stata casuale perché fino al 16 marzo si svolgeva a Francoforte la ISH, una fiera che interessava al mio moroso, e approfittando di questa occasione abbiamo deciso di dedicare il weekend alla visita di questa città!
Il Römer, il municipio nel centro storico di Francoforte
Ammetto che le mie conoscenze su Francoforte erano minime, non era una delle mie prime mete turistiche da visitare e dopo una sommaria ricerca on-line non ho scoperto altro di quel poco che sapevo già, e cioè che è sede della borsa tedesca, sede della BCE..e che c’è molto freddo in questa stagione!
Il toro e l’orso che indicano gli alti e i bassi della borsa
Ma in due giorni ho scoperto che in realtà è una città molto diversa da quello che uno si potrebbe aspettare e soprattutto è una città con una storia molto recente. E’ stata rasa al suolo nel 1945 alla fine della II guerra mondiale e da allora è ancora in sviluppo mantenendo insieme sia lo stile originario attraverso le ricostruzioni fedeli (un esempio è nel centro storico nella piazza del municipio) sia sviluppandosi come centro economico con molti grattacieli e edifici dalle architetture futuristiche e suggestive.
My Zeil, il più grande e suggestivo centro commerciale sulla via dello shopping
E’ una città che ha saputo risollevarsi ed è in continuo rinnovamento, oltre ad essere piena di musei e centri commerciali, la via principale dello shopping (Zeil) è un unica zona pedonale in cui è piacevole passeggiare ed è molto vicina alle attrazioni turistiche.
Alcuni grattacieli del quartiere economico di Francoforte
In due giorni di cui uno dedicato alla fiera purtroppo non abbiamo visto molto altro, forse un’altra tappa da vero visitatore sarebbe stata la casa di Goethe, ma ci siamo fatti prendere dalla bella passeggiata che c’è sulle rive del fiume Meno e dopo era già ora di avvicinarci all’aeroporto per tornare a casa!
Però in questo breve viaggio ho imparato molto, prima di tutto perché era veramente da tanto che non facevo un vero viaggio all’estero e per di più in aereo, quindi ho dovuto sopportare attimi di agitazione mentre il mio moroso si esaltava per l’accelerazione mentre decollavamo (avevo già fatto un viaggio in aereo prima ma mi sa che non mi ci abituerò mai), inoltre una nuova sfida è stata cercare di parlare in inglese ma ce l’abbiamo fatta (e abbiamo imparato qualche parola in tedesco!), e infine che spesso evito le situazioni e i luoghi che non conosco perché non so cosa aspettarmi e nulla mi crea più panico di ciò che non conosco, ma una volta superata l’indecisione e la paura non c’è nulla di male a vivere esperienze nuove e sapere che ce la posso fare mi ha caricato per le mie future esperienze.
Con questa foto involontaria quanto perfetta vi saluto e chissà, spero di raccontarvi presto di altre città!!
Ciao ciao!!
martedì 26 febbraio 2013
Chi sono?
Quanti di voi riescono a rispondere a questa domanda in 5 secondi?
In questo periodo di inattività lavorativa mi trovo a pensare e ripensare a questa domanda sia perchè ho più tempo di prima per dedicarmi al mio sport preferito: “il viaggione” cioè perdermi nei miei pensieri e immaginare di tutto (stile J.D. in Scrubs!) sia perchè mi capita di fare diversi colloqui che alla fine si riducono nel capire perchè cerco un determinato lavoro e cosa posso dare alla tal azienda, e quindi ecco domande come: “parlami un po’ di te”, oppure “cosa ti piace fare nel tempo libero?”
Chi mi segue in questo blog penso sappia bene cosa abbia fatto principalmente in questi anni nel tempo libero, oltre a cose off-line come leggere, andare a passeggiare, andare a fare attività fisica, ecc. ma quando mi trovo davanti una persona che me lo chiede vado in blocco, perchè mi sto rendendo conto che attualmente creare gioielli e parlarne on-line non è un semplice passatempo, fa parte di me perchè mi ha fatto acquisire conoscenze che senza internet non avrei forse neanche cercato, mi ha fatto condividere idee e pensieri con persone in tutta Italia e anche fuori, mi sta aiutando nell’imparare l’inglese, mi sto anche in parte ripagando le spese fatte per vari materiali acquistati nel tempo, tutte cose che per me vanno oltre a un semplice hobby per rilassarsi qualche ora.
Ecco perchè mi blocco, perchè in 5 minuti non posso far capire a un selezionatore tutto questo, e forse neanche lo vuole sapere, ma quando mi esce “mi piace il faidate, per esempio creo gioielli ” vorrei invece fargli capire tutto questo e magari anche quello che ancora non ho capito.
giovedì 14 febbraio 2013
Heartquake
L’amore è un po’ come un terremoto,no?..ti scuote, ti fa battere il cuore, non ti fa dormire..l’unica differenza è che il primo vorresti non finisse mai..
E’ da un po’ che medito su una parola, anzi, su una variazione di una parola inglese: heartquake, che mescola earthquake (=terremoto) a heart(=cuore). Il potere della sintesi della lingua inglese è fantastico, perchè in questa unica parola c’è tutto quello che spesso non si riesce a spiegare a parole, quella sorta di terremoto interiore che si vive in diversi momenti della vita, quando provi qualcosa di nuovo, di emozionante, di pericoloso, di sofferente..
E’ da quando ho letto questa parola che volevo trasformarla in qualcosa di concreto, ed è venuta finalmente fuori questa collana, con un ciondolo in alluminio a forma di cuore diviso in due da una piega creata in fold forming, con la lamina lavorata sia con il martello sia col Dremel, e dei link in filo argentato che ricordano le linee di un sismografo ma volendo anche quelle del battito di un cuore..
Per una volta ho pensato al nome di una collana prima di avere davanti a me la collana fatta e finita, è stato divertente e insieme terapeutico provare a rendere reale quello che vi ho descritto sperimentando inoltre un materiale nuovo per me come l’alluminio che prima snobbavo, dovrò approfondire perchè inizia a piacermi!
Spero vi piaccia questa collana e un Buon S.Valentino a tutti, anche a quelli che lo odiano o non gli cambia nulla!
Ciao ciao!
lunedì 14 gennaio 2013
Teoria dell’incisione su rame
Qua sopra vedete uno dei miei tentativi di etching, o meglio di incisione su metallo. Un tutorial ben fatto lo potete trovare sul nuovo blog di Ardesia nera come avevo già accennato nel penultimo post. Ma una volta letto il tutorial e raccolto tutto l’occorrente mi sono messa subito al lavoro e…mi sono divertita un sacco!
Però più che sulla tecnica e su cosa si deve fare per ottenere un risultato vorrei soffermarmi su cosa succede quando utilizziamo delle sostanze particolarmente reattive sulle lamine. Nel caso del rame ho già spiegato quanti e quali ossidi si formano a seconda della sostanza con cui viene a contatto, spesso basta l’aria per far ossidare il rame ma esistono metodi più o meno veloci per creare patine di diverso colore.
Nel caso dell’incisione l’ossidazione che si crea è così forte che rimuove il rame sulla superficie della lamina e lo trasforma in una sostanza solubile in acqua, infatti solo i punti a contatto con la soluzione acida reagiranno, mentre quelli protetti da quello che può essere un pennarello indelebile o altre vernici idrosolubili (anche smalto per unghie) non reagirà e sarà quindi intatto una volta rimosso il tutto.
Abbiamo quindi tre reagenti principali:
- rame (presente anche nell’ottone)
- acido cloridrico (o acido muriatico)
- acqua ossigenata
Nel tutorial Ardesia Nera suggerisce una soluzione metà acido cloridrico metà acqua ossigenata da mettere in contatto con la lamina da incidere per circa un paio d’ore.
Io ho provato con una lamina di rame di spessore 0,5 mm mm che ho decorato con cerchi e righe ondulate fatte con il pennarello indelebile. Dopo circa un’ora la soluzione da trasparente era diventata verde, segno che qualcosa di nuovo si era formato.
Ciò che dava questo colore alla soluzione è cloruro rameico (CuCl2), ed è la prova che il rame presente sulla superficie della lamina ha reagito con l’acido cloridrico attraverso queste reazioni:
2Cu + O2 ---> 2CuO
2CuO + 2HCl ---> 2CuCl2 + 2H2O
queste informazioni le ho cercate solo dopo aver visto il risultato primo perché volevo capire cosa fosse la sostanza verde disciolta in acqua e secondo non avevo ancora capito a cosa servisse l’acqua ossigenata.
Vedendo le due reazioni che portano al cloruro rameico ho capito così che l’acqua ossigenata ossida il rame in modo da favorirne la reazione con l’acido cloridrico. Il cloruro di rame formato andrà poi a disciogliersi in soluzione e si può così rimuovere facilmente semplicemente buttando via la soluzione e lavando la lamina.
Visto che sono ai primi esperimenti devo ancora capire bene come riuscire bene a proteggere la parte di lamina che non deve reagire, ho notato infatti che tenendo delle lamine di ottone di spessore 0,4 mm per 2 ore immerse nella soluzione proteggendo solo la parte sopra il lato sotto ha reagito così tanto che una parte di lamina si stava corrodendo irregolarmente visto che non era protetta (come si vede dal pezzo di lamina qui sotto, il rosso che si vede potrebbe essere rame che non ha reagito e si è depositato sulla lamina).
Con la lamina di rame invece ho cercato di coprire anche il lato sotto colorando tutto il lato e i bordi col pennarello.
Ovviamente non mi fermerò qui a fare nuovi tentativi, anche se sono un po’ frenata dal fatto che sono una cippa nel disegno e il massimo che posso fare è qualche disegno astratto, mentre penso sia una tecnica da sfruttare per chi sa creare dei disegni particolari da incidere su una lamina.
Inoltre ho trovato anche diversi tutorial in inglese per trasferire delle foto con questa tecnica ma ci vogliono dei strumenti più tecnici, se vi interessa cercate etching su instructables, un sito dove direi che si possa trovare un tutorial su tutto quello che vi viene in mente!
Spero vi sia piaciuta questa ennesima lezione di chimica,ricordandovi che si deve sempre lavorare con attenzione con qualunque reagente chimico (anche se si tratta di prodotti casalinghi) vi saluto e ci vediamo alla prossima!
Ciao ciao!
mercoledì 9 gennaio 2013
Una rete creativa
L’altro giorno nel mio flusso di pensieri continuo mi è passata di mente una cosa legata a ciò che internet e più precisamente il mondo dei blog ha creato. Mi spiego: quando qualcuno scrive un post per condividere pensieri, idee o scoperte che ha fatto, ci saranno poi dall’altra parte persone che leggono e che ragionano su quello che ha scritto, altre che magari lo leggono senza pensarci più o altre ancora a cui non piace cosa c’è scritto. Tra tutte queste persone si crea in qualche modo un legame, anche se virtuale, e mi sono immaginata legata in modo indiretto alle persone che magari davanti allo stesso post la pensano come me.
Questo viaggione mi è venuto partendo da un tutorial di Ardesia nera e leggendo i commenti a quel post ho pensato a quelle ragazze che come me hanno imparato tanto tramite la condivisione on line e dagli esperimenti fatti nella propria casa, e anche se quando faccio questi esperimenti sono il più delle volte da sola adesso mi rendo conto che da qualche parte qualcuno ha fatto o farà gli stessi esperimenti e mi sento meno sola nel mio sperimentare e creare!
Penso che il concetto che spiega meglio delle mie parole quello che penso è il vero concetto di rete, cioè un unione di punti tramite linee che creano un insieme unico e che non smette mai di cambiare e ampliarsi.
E dopo tutto questo pensare..si, ho provato a fare l’etching e prossimamente vedrete il frutto del mio ragionare!
ciao ciao!!




