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mercoledì 19 gennaio 2011

Cu

La parola rame deriva dal latino “aramen”, mentre il realtà il suo simbolo chimico, Cu, deriva da “cuprum", parola latina che deriva dall’albanese “cuq-rum” e significa “rossastro”, è infatti uno dei pochi metalli che ha una colorazione nel suo stato metallico.

prova ciondolo 1 nome   

Il suo numero atomico è 29, fa parte dei metalli di transizione e nel suo stesso gruppo troviamo l’oro e l’argento.

prova ciondolo con sfacettate boemia nome

La sua struttura cristallina e il guscio elettronico quasi completo lo rendono un metallo resistente alla corrosione e facilmente lavorabile.

 Orecchini Nobuki Drops 3 nome

Sotto forma di metallo è difficilmente reattivo, ma a contatto dell’aria si ossida formando uno strato color marrone scuro.

 Orecchini Nobuki Yellow love nome

..piaciuta la lezione di chimica?

venerdì 3 luglio 2009

Argento

Visto che nel blog di Val si parla da un po’ di reazioni e di sostanze strane, mi è venuta la voglia di parlare un pochino dei principali strumenti per chi crea gioielli: i fili metallici.


Per gentile concessione di Beads & co.


Come mai quando acquistiamo un filo metallico argentato troviamo scritto ad esempio “filo di rame placcato argento”? Di sicuro perché per quanto possa essere sottile un filo d’argento costa molto di più che solo placcato (visti i prezzi di Beads & co...) e quindi conviene se non siamo così brave ad usarle il filo di puro argento o se il portafogli non ce lo permette!

Ci può essere però un altro motivo strettamente legato all'argento: l’argento è un metallo detto nobile perché ha caratteristiche peculiari di malleabilità, lucentezza e soprattutto di poca reattività, cioè non si lascia intaccare facilmente da acidi o altre sostanze, quindi il gioiello manterrà per più tempo il suo aspetto. Il rame invece è più reattivo rispetto a un metallo nobile, quindi può cambiare nel tempo, soprattutto per causa della formazione di un ossido che protegge la sua superficie, come si vede per esempio nelle grondaie o in certe statue di rame che cambiano colore, oppure, sfruttando questa caratteristica, facendolo reagire con il famoso "fegato di zolfo" regala invece un bel colore tendente al blu.

Quando invece l’argento diventa scuro avviene una reazione tra il metallo e i composti nell’aria dello zolfo e si forma quindi un ossido che però è più scuro e dà quindi quella patina nerastra, ma basta lavarlo con i giusti metodi per far tornare l’argento alla lucentezza iniziale.

Quindi ogni metallo ha i suoi vantaggi e svantaggi, sta a noi conoscerli e sfruttarli per creare sempre gioielli diversi e unici!

venerdì 5 giugno 2009

Elogio alla colla vinilica!

In quanti hanno provato almeno una volta a giocarci facendola seccare sulle mani e togliendola come se fosse pelle morta?..oppure qualcuna di voi è passata per la moda di fare piccole composizioni immerse nella colla con paillettes e perline aspettando che diventasse trasperente il tutto? (..ditemi che non era una moda che c'era solo da me alle elementari!..se sapessi dove sono vi farei vedere cosa combinavo da piccola, la fissa per creare cose strane c'era già!)
Crescendo sono passata anche per la fase art attack, ero già grandina quando hanno iniziato a farlo ma non mi sono persa una puntata..
La ccccolla vinilica si può usare veramente per molte cose, chi poi ha provato anche a fare qualcosina a dècoupage la conosce bene..
..e quindi perchè non capire il perchè sia tanto divertente e usata nel fai-da-te?
Partiamo dal nome: è detta colla vinilica perchè è composta da resine di polivinil acetato in base acquosa, vista con modelli costruiti al computer è più o meno così (assomiglia a un bruco!):
E' quindi una plastica che può essere diluita in acqua, il nome poi ricorda i vinili proprio perchè il componente base è della famiglia delle plastiche usate anche nei dischi di una volta.
La sua caratteristica principale è proprio la capacità di diluirsi senza problemi in acqua, facilitando così l'assorbimento nel legno o in altri materiali porosi. Il vantaggio nel fai-da-te decorativo è che nell'asciugatura diventa da bianca a trasparente, così da poter essere usata tranquillamente nell'incollare e proteggere le decorazioni.
Si usa anche per creare la cartapesta, cioè si immerge la carta nella colla diluita per poterla così rendere modellabile a nostro piacimento.
Una cosa importante è che non è porticolarmente tossica, per questo i nostri genitori ci lasciavano giocare tranquilli pastrocchiando con la colla, pero' solo se rimane all'esterno, meglio non berla come se fosse latte!
Date le nozioni scientifiche, vi faro' vedere poi il mio "attacco d'arte" partito dalla colla..e vi faro' vedere da che base sono partita..ma lo scoprirete solo nella prossima puntata!

martedì 19 maggio 2009

Swarovski e fisica

Quanto sono belli i cristalli, messi al sole fanno i riflessi dell'arcobaleno!!

Ma di cosa sono fatti?..in pratica sono fatti di semplice vetro, in chimichese ossido di silicio, con l'aggiunta di piombo, metallo pesante che però aggiunto al vetro, sempre come ossido (PbO), lo rende più resistente e aumenta "l'indice di rifrazione" del vetro, tradotto: riflette meglio la luce rispetto al vetro normale. Quando un raggio di luce passa attraverso un cristallo ben tagliato suddivide la luce bianca in tanti colori, come fa un prisma:

la luce, soprattutto quella naturale, ha nel suo raggio tutti i colori, e quando incontra un materiale che riesce a riflettere e suddividere tutte le sue componenti si vedono quindi i riflessi d'arcobaleno che conosciamo e vediamo quando muoviamo un cristallo swaroski sotto la luce o quando siamo al sole!
Il sistema di produzione dei veri swarovski è segreto, anche se le imitazioni sono tante nessuna riesce a riflettere quanto un cristallo con le giuste percentuali di componenti e ben tagliato.
Un esempio perfetto di questa perfezione è il ciondolo a forma di cuore di piccolamara, una brava creatrice con gli swarovski:




La gaia scienza!

Il titolo è collegato al perchè il blog si chiama "Il laboratorio di Helena", i motivi sono soprattutto due: il primo è che mi sono appena laureata in chimica, e di laboratori ne ho visti e ne vedrò, il secondo è perchè nei laboratori si crea, si lavora a nuove invenzioni o materiali, si sperimenta, si prova e certe volte si fallisce, come in qualunque lavoro manuale, e questo accomuna sia gli scienziati (non mi ritengo ancora tale però) e gli artisti e gli artigani. Sarà per questo che ho scelto come percorso di studi una materia sì per molti difficile ma molto pratica, e come hobby adoro qualcunque cosa sia pratica, fatta a mano, e ogni volta mi sento come una piccola alchimista alle prese con la modificazione della materia!
Tutta questa introduzione perchè vorrei provare prossimamente a spiegare il perchè certi materiali utilizzati normalmente da ogni creatore/trice di gioielli sono o lucenti, o malleabili o opachi, per ogni elemento o materiale c'è una spiegazione scientifica del perchè hanno certe caratteristiche, e magari spiegando in maniera interessante e semplice può interessare anche a chi ha sempre odiato la scienza o la chimica ma ama invece creare e modellare i materiali!..e chissà, magari divento brava e famosa come Piero e Alberto Angela o Mario Tozzi & co!!